Life as a doll
Un giorno a cena da amici, vedo su di uno scaffale una scatola di cartone, al suo interno una delle prime Barbie prodotte.
I capelli sono legati a coda di cavallo. Ha lunghe gambe, e le dita dei piedi e delle mani sono laccate di rosso con il marchio Barbie stampigliato sul sedere.
Ne rimango affascinato e decido di esaltare queste sue caratteristiche, cercando di trasformarla fotograficamente in una donna reale, a volte anche provocatoria e sensuale.
La Barbie nasce nel 1959 da una idea di Ruth Handler, che vedendo la figlia Barbara giocare con bambole di carta, a cui dava ruoli da adulti, intuì il potenziale che poteva avere una bambola dall’aspetto adulto, e non da neonato, come avevano avuto le bambole fino ad allora. Così suggerì l’idea a suo marito Elliott, cofondatore della casa produttrice di giocattoli Mattell. Il marito all’inizio non era molto convinto, ma sapendo che in Germania era stata commercializzata una bambola simile: “Bild Lilli”, decise di lanciarsi in questa avventura.
Costruita in Giappone, e successivamente in America, il primo anno ne furono venduti 350000 esemplari. Negli anni le sue acconciature e il suo modo di vestire ha sempre seguito la moda del tempo.





















