Ghost

La mia prima campagna fotografica in Sardegna risale ai primi anni novanta. Allora stavo lavorando al mio primo libro sugli alberi, ed ero alla ricerca di qualche immagine sui suoi sugheri secolari.Concluso il lavoro, decido di concedermi una vacanza a Santa Teresa di Il nostro albergo si trova ai piedi di una collina sulla cui sommità si trova una zona militare denomina-ta: “Capo Testa”.

Il luogo è affascinante, non solo per il suo vecchio faro, ma soprattutto per le meravigliose rocce granitiche che da qui si protendono fino a raggiungere il mare. Queste ultime, ad opera di vento e acqua, hanno assunto forme impensabili, che sembrano fuori uscite dalle mani di sapienti scultori.

Alcune hanno sembianze animali, altre antropomorfe, con pose talvolta talmente dinamiche, da far pensare che qualcuno abbia fatto loro un incantesimo cristallizzandole nel loro movimento.

Nasce così un nuovo progetto, che mi porterà negli anni a girare in lungo e in largo tutta l’area granitica del nord della Sardegna, in particolar modo della Gallura e sulle isole del “Parco delle bocche di Bonifacio.“Le forme che trovo, sembrano risalire alla genesi dell’umanità e sono talvolta talmente dure e aspreda divenire inquietanti.

Non sono rare forme di creature diaboliche che sembrano provenire dagli inferi. Non mancano poi teschi, rapaci, orsi, foche, elefanti, balene, cani, perfino tartarughe marine.

Un giorno mi imbatto in una roccia che mi ricorda Dante Alighieri e mi chiedo se sia un caso, o proprio lui voglia personalmente farmi da guida in questo inferno Dantesco.”.

Alcune delle isole dove svolgo le mie ricerche sono talmente selvagge e poco frequentate dall’uomo, che gli animali ne hanno preso possesso.

In una di queste: l’isola di Razzoli, disabitata da tempo, mi è capitato di venire attaccato da una comunità di gabbiani reali, che mi costringono, pena la mia incolumità, a una rapida fuga dall’isola.

Dalle mie prime ricerche ai giorni nostri sono passati diversi anni e oltre all’erosione dei graniti ho dovuto prendere atto anche della consunzione delle cartilagini delle mie ginocchia; forse un segnaleper dirmi che devo considerare questo progetto concluso e condividerlo con voi.

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